Un’alternativa Vegana al Tacchino

Mac e Cheese sono i due tacchini che quest’anno anno, come da tradizione, il presidente degli Stati Uniti, ha graziato alla vigilia della festa del Giorno del ringraziamento. I due volatili – come altri scelti negli anni precedenti- passeranno il resto della loro vita in una fattoria a Leesburg, in Virginia, dove sarà loro garantito, come ha detto scherzando Barack Obama, una vita libera «da un futuro di ripieno e salsa ai mirtilli». Ma per i due animali risparmiati a Washington, si calcola che ogni anno negli Usa, siano almeno 45 milioni i tacchini uccisi per divenire il piatto di portata principale del Thanksgiving.

Il giorno del Ringraziamento è per gli americani una delle feste più sentite. Ed è quasi impossibile immaginarla senza il tradizionale tacchino ripieno al forno. Ma anche le tradizioni si evolvono. E negli Stati Uniti crescono coloro che dicono no a carne e pesce o scelgono un’alimentazione vegan, totalmente vegetale, e cruelty free (secondo alcune statistiche sarebbero 7 milioni i vegetariani, 1 milione i vegani) . T ra loro c’è anche il senatore democratico Cory Booker (@CoryBooker su Twitter, 1.500.000 follower) che partecipa anche virtualmente al #veganthanksgiving per il suo primo Ringraziamento senza derivati animali.

Insomma anche il Thanksgiving inizia a cambiare. Si moltiplicano i siti di cucina che propongono decine di ricette tradizionali vegetali: dallo stufato di funghi al tortino di zucca. Basta lasciare andare la fantasia e l’inventiva. Ma uno dei trend più diffusi è quello dell’alternativa vegetale alla carne (o «carne finta»): seitan, tofu, tempeh. Un fenomeno che sta facendo pensare a nuove prospettive di business tanto che anche Bill Gates è tra gli investitori di Beyond Meat, società all’avanguardia nella produzione di prodotti a base di soia.

Capofila della svolta vegan del Thanksgiving è la Turtle Island Foods, creatrice del Tofurky alternativa vegetale al tacchino fatta di soia (da qui il nome: un gioco di parole tra Tofu e Turkey, tacchino) che tra il 1995 e il 2012 ha venduto almeno 3 milioni di tacchini vegetali: vegani, biologici e anche kosher. Mentre VegeUsa propone un’imitazione del classico tacchino arrosto così realista che potrebbe far storcere il naso a molti: il Vegan Whole Turkey (nella foto). «Se stavate cercando un sostituto vegan che si presenti in una forma familiare, non cercate oltre – si spiega nella «Vegan Thanksgiving Guide» del blog YourDailyVegan – Si tratta un tacchino finto composto di soia e proteine del grano che può essere anche farcito. Per un pranzo di 10-16 persone».

Come ha raccontato sapientemente lo scrittore statunitense Jonatan Safran Foer nel libro «Se niente importa» (titolo originale «Eating Animals»), il cibo è soprattutto cultura, memoria, storia, personale e collettiva. E non a caso lo stesso Foer chiude il suo racconto immaginando una nuova forma di cena del Ringraziamento. «Che succederebbe se non ci fosse il tacchino? – si chiede lo scrittore di origine ebraica – Si romperebbe, o danneggerebbe, la tradizione, se ci limitassimo a stufato di patate dolci, panini fatti in casa, fagiolini con le mandorle, composta di mirtilli rossi, batate, purè al burro, torta di zucca e noci pecan? Forse potremmo aggiungere la zuppa di fagioli dei Timucua. Non è un pensiero così assurdo. I tuoi cari intorno alla tavola. Ascolta i suoni, annusa gli odori. Non c’è il tacchino. La festa è forse compromessa? Il Ringraziamento non è più il Ringraziamento? O il Ringraziamento ne uscirebbe ancora più forte? La scelta di non mangiare il tacchino sarebbe un modo più sentito per celebrare la nostra gratitudine?».

Per Foer la risposta è ovviamente positiva. E anche per noi. Tutto cambia e si arricchisce di nuove prospettive. Anche il Canale Cucina di Corriere.it un anno fa, al suo inizio, proponeva di celebrare il Thanksgiving solo con la più classica delle ricette: il tacchino al forno . Oggi pensiamo che esista anche un modo diverso, più attento agli altri animali, per festeggiare questo giorno. Che ci permetta finalmente di immaginare 45 milioni di tacchini felici.
Articolo di Beatrice Montini Dal Corriere 27/11/2014