Tofu: una guida veloce ai vari tipi

 

 

 

Il tofu, ormai, lo conoscono tutti, almeno di nome. E’ un derivato della soia e sulla sua preparazione e proprietà nutritive ci soffermeremo in un altro post.

Ma non ce n’è uno solo! A seconda di come viene preparato e lavorato se ne possono distinguere molti, adatti a ricette diverse e con gusti diversi.

Setoso. Morbidissimo e, appunto per questo, setoso. E’ adatto come puré, oppure base per zuppe, salse, condimenti oppure è eccellente per la preparazione di budini o creme per crostate o altro.

Morbido. Da aggiungere a piatti come sostitutivo delle frittatine d’uovo. Va benissimo nelle insalate. Può sostituire la ricotta, ad esempio nei ravioli o nelle lasagne. Può essere fatto anche in puré, ma risulta leggermente più granuloso di quello setoso.

Solito/extra solido. E’ il tofu che si trova normalmente in commercio. Va bene per tutto: come condimento e aggiunta in piatti freddi e caldi. Può essere tagliato a fettine o a cubetti e fritto in padella con altre verdure. Mantiene la forma ed è facilmente lavorabile.

Super solido. Denso e asciutto, sostituisce e sembra il formaggio feta. Aggiunto agli stufati accetta lunghe cotture e prende il sapore dei componenti utilizzati.

Germogliato. E’ ottenuto da fagioli di soia germogliati, ma la lavorzione è la stessa del tofu normale. Quello che cambia è la presenza di più nutrienti, più grasso e più calorie. Le formulazioni sono le stesse del fotu “normale”: dal setoso al super solido.

Cotto. E’ quello che più assomiglia alla carne perché denso e resistente. Può essere fritto, fatto in casseruola, preparato con piatti messicani o per sandwich o nelle insalate. Nella cottura vengono aggiunti ingredienti diversi, per cui arriva in infiniti gusti: all’italiana, alla giapponese, alla messicana.

Visto? Ora cercateli (non è sempre facile trovarli) e sbizzarritevi!